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  Scomparsa Arch. Giorgio Marchi (Gev Varese), Cosentino: “Nostra nuova Legge regionale rende onore al suo impegno

Scomparsa Arch. Giorgio Marchi (Gev Varese), Cosentino: “Nostra nuova Legge regionale rende onore al suo impegno. Lo ricorderemo per aver amato il nostro territorio”. Il pensiero del figlio
 
Oggi ultimo saluto all’Arch. Giorgio Marchi, capostipite delle Guardie ecologiche di Varese e amante del suo territorio.
“Oggi diciamo arrivederci a una bella persona che sapeva amare il nostro territorio ma, soprattutto, si dava un gran da fare per preservare le bellezze e insegnare il rispetto ai più giovani. Ci lascia il capostipite delle Guardie ecologiche varesine e noi rendiamo onore all’impegno di quest’uomo con la recente approvazione della legge regionale che, dopo 15 anni, riforma la regolamentazione dell’attività delle guardie ecologiche e rilancia l’importanza del loro compito. Visto che questa legge porta anche la mia firma, è giusto dedicare il lavoro che ho fatto all’Arch. Marchi e a tutte le persone come lui.”
Dichiara il Consigliere Regionale Giacomo Cosentino e prosegue
“Ho chiesto al figlio di scrivere qualche riga per ricordare il padre, riporto di seguito il suo pensiero: I 20 anni trascorsi da mio padre prestando servizio (in seno) alle GEV di Varese sono stati caratterizzati da una profonda passione per questa città che non è la sua città natale bensì quella di adozione.
La sua conoscenza città di Varese deriva da una curiosità che ha fatto una persona in grado di attraversare il XX^ secolo proiettato nel XXI^. Era sempre un passo avanti, forse anche due (quindi uno di troppo) e questo faceva di lui non più un precursore bensì un visionario.
Architetto di professione e paesaggista per passione il suo approccio è sempre stato marcato da un profondo legame con il territorio ed una sua profonda conoscenza a livello culturale, paesaggistico e geografico.
La voglia di trasmettere e valorizzare questi patrimoni è stato un elemento costante nella sua vita e di conseguenza anche nelle attività svolte nelle GEV. Insieme a loro si è dedicato alla didattica e a trasmettere agli uomini del futuro i valori in cui credeva. e la capacità di leggere ed essere curioso. Di lasciarsi stupire.
A Varese si è dedicato con entusiasmo a promuovere la valorizzazione e il recupero del patrimonio artistico e culturale, sottovalutato ma così importante nel creare l’identità dei luoghi e il senso di appartenenza.
Il recupero di beni come i lavatoi, le strade storiche in rizzata, i ponti sull’Olona oppure la conoscenza della storia delle varie castellanze sono stati progetti portati avanti con i suoi colleghi che hanno aiutato a non dimenticare delle emergenze, fondamentali per una corretta lettura della città.
Per papà le GEV sono state una attività importantissima e ha vissuto l’appartenenza a questo gruppo con orgoglio cercando di trasmettere questo senso con l’esempio e il suo modo di fare.
Ha quindi dedicato entusiasmo ed energia per rivalutare il ruolo delle GEV in ambito comunale e regionale partecipando tra l’atro attivamente alla revisione della legge lombarda che ne regolamenta il servizio.
Torno quindi a ricordare l’importanza che dava all’educazione dei nuovi cittadini giovani (alunni delle scuole) o meno giovani (nuovi residenti) e a fare loro conoscere Varese con tutti i suoi patrimoni.
Negli anni varesini l’altra sua grande passione è stato il Monte San Giorgio per la cui iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità ha dedicato 20 anni di intensa attività. 
Questa esperienza gli ha aperto nuovi orizzonti dandogli spunti per la valorizzazione di altri patrimoni locali. Ma questo è un discorso ancora in essere ……..